mercoledì 27 febbraio 2013

RETTIFICA

A rettifica del comunicato stampa del 9 ottobre 2008, si dichiara che lo sgombero coattivo del centro sportivo Kennedy, svoltosi nei confronti di H.C. Milano 17 Rams nei giorni 7, 8 e 9 ottobre 2008, è stato effettuato dal comune di Milano in modo legittimo, in conformità alla disciplina contrattuale intercorrente tra le parti ed in esecuzione dei provvedimenti rilasciati dall'autorità giudiziaria.
Non si è mai inteso dire che il comune di Milano si sia appropriato di beni dell'associazione H.C.M. Rams in occasione dello sgombero suddetto.

Aldo Lettieri

mercoledì 18 marzo 2009

MILANESITA'




L'articolo de Il Giornale del 17 marzo, a firma Mario Cervi, intitolato "Non sprecate l'Expo di Milano" è spunto per alcune amare considerazioni che ci riguardano.
Intanto è sorprendente la similitudine di argomentazioni usate dal giornalista con quelle usate da noi nelle richieste di aiuto più volte inviate al sindaco Moratti e da lei MAI RACCOLTE. Stiamo parlando di ciò che da sempre rende riconoscibili e orgogliosi i milanesi, ovvero lo spirito di intraprendenza, il "fare" contrapposto al vuoto pontificare. Cervi, certamente più abile di noi con le parole, sintetizza molto bene questo concetto quando dice: "Una grande occasione. Che pareva fatta apposta per dare sfogo alle migliori qualità d’una metropoli moderna, e di quel Nord che se ne sente rappresentato. Era diffusa la convinzione che gli specialisti del «fare», gli imbattibili nell’opporre le loro doti di concretezza e di capacità realizzativa ai vaniloqui degli azzeccagarbugli politici, avrebbero mostrato il meglio di sé in questa sfida epocale".

Con le dovute proporzioni la nostra sfida era assai più modesta, anche se per noi immensa e forse proprio per questo entusiasmante. E con questo spirito tutto meneghino l'abbiamo cercata e raccolta con slancio, a testa bassa, incuranti delle invidie e dei bastoni tra le ruote, indifferenti alla zavorra burocratica che anziché sostenerci sembrava lì apposta per aggiungere handicap alla sfida. Concentrati sul risultato finale e forti del fatto che il massiccio lavoro svolto, non solo avrebbe parlato per noi, ma avrebbe messo a tacere ogni polemica strumentale, siamo andati avanti fidandoci di una istituzione, il Comune, che mai e poi mai avremmo immaginato non ci sostenesse in un'opera che era a vantaggio della collettività e di cui anche la pubblica amministrazione si sarebbe giovata. Cresciuti con il senso delle istituzioni cittadine vissute con orgoglio tutto milanese, non era per noi comprensibile nè immaginabile il tradimento. Per questo, oltre al danno morale, economico e sportivo, stiamo soffrendo un forte senso di sradicamento, di vuoto istituzionale, di incomprensibile accanimento verso chi, come noi, ha il solo torto di aver lavorato tanto e bene.

Ma investire nel centro sportivo Kennedy ha assunto per noi anche una forte valenza morale ed educativa perfettamente in linea con lo spirito che da sempre anima la nostra associazione, nella quale abbiamo sempre cercato di trasmettere ai ragazzi il meglio dei valori che lo sport propone, ovvero quelli di strumento di crescita personale e culturale. Non abbiamo inventato niente, solo abbiamo sempre cercato, fuori e dentro lo sport, di far comprendere ai ragazzi che non tutto è dovuto e che occorre dare prima di pretendere. Ecco perché dopo anni di peregrinazioni in tutto l'hinterland alla ricerca di spazi dove poter praticare il nostro sport, ci è sembrato istruttivo mostrare con i fatti ai ragazzi che a volte occorre rimboccarsi le maniche anzichè piangersi addosso. E così abbiamo partecipato al bando Kennedy, l'abbiamo vinto, e abbiamo costruito la pista per l'hockey in line presente al Kennedy, l'UNICA PUBBLICA A MILANO, adatta anche ad altri sport, dove per due anni ci siamo allenati e abbiamo giocato con le formazioni presenti in ogni categoria, dalla serie A1 fino alla Primavera, riservata ai piccoli.

Naturalmente abbiamo fatto molto di più per il Kennedy che necessitava di ingenti (e urgenti) lavori di ristrutturazione, a cominciare dal tennis abbandonato incolto, al baseball con l'illuminazione inservibile e il prato compromesso da anni di maldestri interventi, alle fognature in gran parte bloccate, al verde trascurato e frequentato da topi, alla zona bar fatiscente, alla impiantistica fuori norma, ecc. ecc. Noi abbiamo messo mano a tutto questo, investendo, ripristinando, aggiungendo e migliorando, riportando in poco più di un anno il centro a nuova vita, aprendolo 365 giorni l'anno contro i pochi mesi di prima, dando spazio al cricket oltre che all'hockey e portando a termine l'iter burocratico di un palazzetto polifunzionale innovativo e gradevole di cui Milano certamente è affamata, la cui costruzione potrebbe iniziare domani se la burocrazia ottusa non ci avesse messo lo zampino.

Non è nostra intenzione entrare qui nel merito delle vicende legali, talmente complicate da scoraggiare chiunque le approcci, ognuno può informarsi semplicemente chiedendoci, quello che vogliamo piuttosto sottolineare è il ruolo del Comune in tutto ciò. Comune che, lo ricordiamo, ha prima commesso errori tali da offrire il fianco ai ricorsi dell'attuale gestore e poi HA PERSO la causa, causandoci enormi danni. In una società normale e civile chi sbaglia paga e noi chiediamo soltanto di essere risarciti, come sarebbe giusto. Invece il Comune, dopo aver tradito le nostre aspettative e aver vanificato l'ottimo lavoro svolto, ora si accanisce contro di noi, minacciando incomprensibili querele e chiedendoci soldi per uno sgombero vandalico operato come non avviene nemmeno per gli insediamenti abusivi, vessandoci in ogni forma e modo possibile, tanto da indurci a pensare che oltre al mero esercizio burocratico ci sia altro cui non vorremmo pensare.

Resta d'altronde incomprensibile come una pubblica amministrazione di cui abbiamo sempre avuto un'immagine di saggio nume tutelare possa schierarsi in modo così spudorato con la parte discutibile della vicenda, quella che attualmente gestisce un centro sportivo di colpo tornato all'ignavia, deserto e abbandonato, dove persino la squadra di baseball non gioca più perchè NIENTE è stato fatto nè sul campo, nè altrove. Noi non abbiamo più accesso alla NOSTRA pista, della quale però dovremo continuare a pagare il leasing (!!) mentre la nostra squadra si serie A1 è STATA ESCLUSA DAL CAMPIONATO in quanto il nuovo gestore NON ha consentito lo svolgimento delle partite. Da sei mesi il Kennedy giace inerme senza che la attuale incapace gestione riesca nemmeno a capitalizzare il molto ereditato GRATIS. Nessun servizio è più offerto alla città, nessuno degli oltre duemila frequentatori ci va più, niente di quanto millantato dai nuovi gestori è stato ancora fatto e siamo certi mai verrà eseguito, ma per il Comune, tanto solerte a controllare ogni virgola durante la nostra CONCRETA gestione, va tutto bene. Come possiamo NON sentirci traditi da un'amministrazione così? Come possiamo non sentirci espropriati dell'essenza stessa di una città, LA NOSTRA CITTA', quando l'amministrazione premia i furbi anzichè gli onesti?

Scrive ancora Cervi: "A Palazzo Chigi siede un milanese che oltretutto è uomo d’impresa e uomo di decisioni. A Palazzo Marino siede Letizia Moratti della quale tutto si potrà dire, ma non che le manchino la grinta e l’esperienza aziendale. Per farla breve: di meglio non si poteva sperare".
Sarà sig. Cervi, ma di questo decisionismo pragmatico tutto meneghino per ora nella nostra vicenda non ne abbiamo visto nemmeno l'ombra, per ora la peggior burocrazia borbonica ha preso il sopravvento e, francamente, noi la speranza l'abbiamo persa da un pezzo.

martedì 3 febbraio 2009

E ADESSO?





Un commento del solito finto tonto chiedeva oggi cosa avrebbe ancora da dire HCM, dopo che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Comune di Milano.
A parte che la notizia ha solo qualche ora e citarla equivale a firmarsi e a parte che le motivazioni di tale sentenza non sono ancora note e questo potrebbe fare la differenza, ci pare che rispondere in due righe a un commento di una simile stupidità sarebbe riduttivo, e quindi merita di più.

E adesso si chiede quindi il nostro furbacchione...ebbene adesso non cambia niente della tesi fin qui esposta perchè
HCM è e resta vittima di una procedura viziata di cui, in modo davvero curioso, ha approfittato il nuovo (vecchio) gestore. Del resto l'illogicità ha spesso bisogno della burocrazia per avere cittadinanza laddove il buon senso non gliela concederebbe mai. Siamo in Italia e un ricorso al Tar non si nega a nessuno, ma questo non toglie nulla al ruolo di danneggiato di HCM.

Non cambia niente perchè se la motivazione del Consiglio di Stato confermerà l'errore del Comune, HCM dovrà essere logicamente
risarcita, che è esattamente quello che HCM chiede da mesi, ovvero la tutela dei propri investimenti. Ricordiamo infatti che l'errore è del Comune di Milano, non di HCM e che centinaia di sportivi avrebbero potuto fare sport quest'inverno se il Comune non avesse messo in atto un inutile sgombero vandalico. Adesso, a vicenda legale conclusa, si sarebbero potute concordare le condizioni del cambio di gestione senza danni per nessuno, valutando e risarcendo l'esistente ad HCM, come si dovrebbe fare in un paese civile quale evidentemente questo non è, se permette prepotenze come quelle subite da HCM.

Non cambia niente perchè
HCM continuerà a far sentire la propria voce in quanto costretta ad abbandonare il campionato di serie A1, nel quale militava con successo da anni, a causa della indisponibilità del proprio campo da gioco, quello costruito e pagato dai genitori che il nuovo gestore ha inspiegabilmente chiuso contravvenendo agli obblighi sottoscritti nel bando.

Non cambia niente perchè HCM continuerà a
chiedere conto al Comune dell'operato del suo assessorato e assessore Terzi i quali, dopo aver rassicurato più volte HCM circa l'importante continuità sportiva (premiata dal Comune stesso), non solo NON stanno mantenendo quanto promesso, ma non stanno nemmeno tutelando come loro dovere i diritti dei cittadini, sportivi e non.

Ma soprattutto non cambia niente perchè
siamo convinti che al Kennedy non succederà niente di buono perchè non basta una sentenza a trasformare le persone. Per ora infatti vediamo uno dei soci della ATI che deve spendere 4 milioni di euro (!), chiedere ai propri sostenitori i fondi per sopravvivere a 100 euro alla volta. La cosa fa sorridere e ricorda fin troppo quella famosa canzone di Jannacci, Il palo della banda dell'Ortica... Non sappiamo cosa vedremo al Kennedy prossimamente, ma tanto senso dell'humor fa pensare. O almeno dovrebbe.






venerdì 16 gennaio 2009

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO


E' una magra consolazione, ma noi lo avevamo detto e puntualmente si sta verificando quanto temevamo. Non diversamente dalla passata gestione MB46-Bertini, il Kennedy, finalmente tornato a nuova vita grazie all'ingente lavoro durante la gestione Rams, si sta purtroppo deteriorando nella più completa incuria e trascuratezza dei nuovi gestori, che non si preoccupano nemmeno di onorare il contratto di salvaguardia degli sport firmato con il Comune il quale, peraltro, non ci risulta abbia finora obbiettato alcunchè.
Ecco infatti qui sotto l'articolo apparso venerdì 16 gennaio su La Padania che descrive la situazione assurda in atto al Kennedy.


Il Centro Sportivo Kennedy di Milano giace in stato di abbandono, improvvisamente riportato alla condizione drammatica in cui si trovava prima dell’assegnazione all’HCM 17 Rams, società che l’ha avuto in gestione grazie al bando comunale vinto nel 2005 e che lo aveva velocemente riportato a nuova vita. Dal 7 di ottobre scorso tuttavia, a seguito di un errore burocratico del Comune di Milano e al successivo rifacimento del bando, al Kennedy si è insediata una nuova gestione, composta da Milano Baseball46-Esquilino-Bertini, la quale non si può davvero dire che abbia cominciato bene.

Infatti, dopo aver preso possesso del Kennedy e aver dichiarato di garantire la continuità sportiva degli sport esistenti (come peraltro previsto dal bando stesso), la nuova gestione ha di fatto impedito per ben due volte lo svolgimento del regolare campionato di hockey in line alla ex squadra di casa, i Rams appunto, cosa che ha determinato l’esclusione della squadra dal massimo campionato, con tutti i danni morali, di immagine ed economici che si possono immaginare. L’inspiegabile chiusura della struttura polivalente destinata all’hockey da parte del nuovo gestore (struttura regolarmente utilizzata dai Rams negli ultimi due campionati nazionali), ha inoltre fatto sì che nemmeno le giovanili abbiano più un luogo per allenarsi: se si esclude la pista costruita al Kennedy dai Rams, non esistono a Milano strutture pubbliche utilizzabili per la pratica dell’hockey in line.

Come se non bastasse, dei sette campi da tennis in terra rossa completamente rifatti che i Rams mettevano a disposizione dell’utenza tutto l’anno grazie ai palloni pressostatici, la gestione Bertini ha continuato ad utilizzarne solo due, quelli già coperti per la stagione invernale dai Rams, lasciando gli altri cinque abbandonati alle intemperie, anche qui contravvenendo alle garanzie di continuità sportiva sopra citate. Obblighi a parte, se la scelta di ridurre o incrementare alcuni sport potrebbe anche essere solo di competenza del gestore, è pur vero che lo stato di overbooking presente prima dell’ingresso della Bertini & C. testimoniava quanto meno l’esistenza di una massiccia richiesta di tennis in terra rossa da parte dell’utenza che non può più essere soddisfatta. E ora meno che mai, visto che anche l’unico pallone esistente, dopo due anni di vita è scoppiato presumibilmente per un eccesso di pressione data alla struttura per contrastare il peso della neve. Anche gli impianti di riscaldamento perfettamente funzionanti lasciati dai Rams sono stati compromessi a causa della mancata manutenzione necessaria nel periodi di maggior rigore climatico, fattore che ha portato alla rottura delle costose serpentine riscaldanti.


Per quanto difficile da accettare, quanto sopra almeno spiega perchè dai più di mille tennisti iscritti fino al 7 ottobre 2008 tra scuola e praticanti, oltre ad altrettanti sportivi suddivisi nelle altre discipline presenti, il numero dei frequentatori del centro si è drammaticamente ridotto fino a tornare alle poche unità presenti al Kennedy, e solo durante la stagione estiva, prima della gestione Rams.

Insomma il risultato della nuova gestione dopo solo tre mesi (ma considerando i 20 giorni di chiusura al momento del subentro e la pausa natalizia sono praticamente due) va al di là di ogni più pessimistica previsione e lascia sconcertati. Impianti chiusi e lasciati degradare, utenza praticamente azzerata, assenza di sviluppo, investimento o semplice capitalizzazione del molto esistente, risposte alla richiesta di sport da parte della zona: nessuna. In compenso la gestione Bertini&C. si è affrettata a dotarsi di impianto di videosorveglianza e di cartelli che vietano di fotografare. Che a questo punto non si capisce se siano stati messi per privacy o vergogna.













mercoledì 3 dicembre 2008

AI CONFINI DELLA REALTA'


Per gli appassionati del telefilm "Ai confini della realtà", ecco la trama delle ultime attesissime puntate della serie "Kennedy" che, per la gioia dei fans (ma non dei protagonisti), hanno presentato colpi di scena davvero sorprendenti.

Riassunto delle puntate precedenti.
Sabato 22 novembre
era in programma la prima partita casalinga di HCM 17 Rams contro gli Asiago Vipers, partita che però purtroppo non si è potuta giocare causa...impraticabilità del campo, ma non per pioggia, bensì perché mancava il tabellone elettronico segnapunti. E questo nonostante l'obbligo del bando comunale che, come sappiamo, prevede la tutela degli sport presenti al Kennedy, cioè hockey in line, baseball e tennis. O forse, visto l'accaduto, sarebbe più corretto dire "dovrebbe tutelare se il gestore ne ha voglia".

In caso non ce l'abbia infatti, è sufficiente far scrivere una lettera dal proprio avvocato dicendo tutto e il contrario di tutto, ma soprattutto AUTODICHIARANDO DI NON ESSERE TENUTO A PROVVEDERE ALL'EFFICIENZA DELLA PISTA DI HOCKEY di cui invece DEVE garantire l'utilizzo e la disponibilità e indicando come incaricata HCM, ormai semplice affittuario. Per fare un esempio sarebbe un po' come se prenotando un campo da tennis vi venisse chiesto di portarvi la rete da casa! Inoltre, in virtù di cosa il gestore si autodichiari in tal modo, non è dato sapere, ma questi sono i fatti, nè d'altra parte sappiamo se Il Comune, così sollecito nei controlli durante la gestione HCM, abbia richiamato in qualche modo il nuovo gestore ai suoi doveri.

Breve antefatto. Nella settimana precedente l'incontro c'era stato un certo movimento cartaceo in cui, da una parte il nuovo gestore accampava scuse per non far disputare la partita, dall'altra il Comune che, pilatescamente e dopo aver GARANTITO la salvaguardia dell'hockey, si chiama fuori, mentre di fronte ci sono HCM e Lega Hockey che insistono per giocare. Insistono a tal punto che HCM, pur riluttante ma disposta a tutto per giocare, si fa carico persino di portare al campo Kennedy le PROPRIE PORTE DA GIOCO E IL TABELLONE e, visto che il Comune non pone ostacoli, la Lega Hockey nemmeno, tutto sembra andare a posto.

Sembra. Perché se al mattino, alla consegna delle porte, il nuovo gestore si dice disponibile e consapevole delle autorizzazioni a giocare (di cui peraltro, essendosi già svolti ben due campionati al Kennedy, non c'era alcuna necessità), al pomeriggio accoglie le squadre in assetto da combattimento, ovvero con tanto di avvocatessa al seguito che cerca (di nuovo!) di impedire la partita adducendo ogni sorta di scusa, tipo la mancanza di autorizzazioni scritte.
A nulla valgono le osservazioni di HCM, Asiago e arbitro circa l'assurdità di quanto richiesto fino a che, il responsabile del campionato della Lega Hockey, raggiunto telefonicamente all'estero, conferma la legittimità dell'evento e la sua praticabilità imponendo lo svolgimento della gara (ma va?). E' a questo punto che il diavolo ci mette la coda, perché il tabellone DI PROPRIETA' DI HCM, malamente sgomberato il 7 ottobre, si rivela mancante della consolle di controllo!
Interpellato dall'arbitro come da regolamento circa la capacità di sostituire entro un'ora il tabellone, il nuovo gestore si dichiara NON in grado e la partita viene assegnata a tavolino: Asiago 5 - HCM 0.

E' importante fare una precisazione. Una delle scuse accampate dal nuovo gestore, la principale, riguarda l'omologazione. Peccato che una cosa è l'omologazione sportiva che vale come certificazione del risultato di gara, un'altra è la conformità. Infatti la gran parte delle strutture sportive non sono omologate, ma ciò non toglie che siano agibili e sicure in quanto approvate dagli organi competenti. Fare confusione tra le due cose è scorretto e strumentale, quando non segno di palese ignoranza in materia (nel senso di ignorare ovviamente, lacuna sempre colmabile volendo).
La tendostruttura presente al Kennedy infatti, è stata a suo tempo visionata e approvata dai tecnici comunali, se non fosse stata a norma l'avrebbero chiusa. Così come se Fihp e Lega Hockey non hanno mai avuto niente da ridire e se vi si sono svolti gli ultimi due campionati di serie A1 di hockey, non si capisce perchè dovrebbe sollevare obiezioni il nuovo gestore che, oltretutto, affitta tranquillamente la struttura ad altri soggetti senza evidenti patemi (che poi, volendo dirla tutta, tale struttura NON gli appartiene nemmeno, essendo di proprietà di HCM).
Dunque se gli altri usano la pista del Kennedy perchè HCM non potrebbe?

Infatti, colto in fallo sulla questione, il nuovo gestore non trova di meglio che chiudere la pista dal 23 novembre senza dare spiegazioni e soprattutto senza fornire una data di riapertura. Come mai? Non si sa, ma quello che è invece noto è il mancato rispetto delle indicazioni del bando.
Ammesso e non concesso che non sia una scusa, se il nuovo gestore vuole cercare il pelo nell'uovo e far omologare il Kennedy, lo faccia, ma nel frattempo non blocchi le attività perchè NON ha nessun senso, a meno di non voler vedere altre motivazioni dietro, sulle quali torneremo a tempo debito. Nel frattempo come previsto il Kennedy è tornato semideserto, l'unico pallone che funziona è quello già montato (di proprietà di HCM), e dalle 2-3000 persone che lo frequentavano con soddisfazione fino al 6 di ottobre, siamo tornati alla decina, quando va bene, di rassegnati tennisti che si lamentano di come vengono tenuti i campi e di altri disagi. Insomma in due mesi un salto indietro di tre anni. Complimenti.

Per intanto però i fatti dicono che sabato 6 dicembre c'è il derby cittadino tra HCM 17 Rams e Milano24 ma ancora non si sa dove si potrà giocare, perchè HCM NON dispone di certezze circa la pista, come invece GARANTITO dal Comune di Milano e dal nuovo bando Kennedy SOTTOSCRITTO dal nuovo gestore. Condizioni che mettono in seria crisi non solo la partecipazione al campionato di A1 di HCM, ma l'esistenza stessa della associazione che, ricordiamo, si trova in questa situazione, SENZA AVERE COLPA ed essendo stata espropriata di 600 mila euro di investimenti, ora regalati al nuovo gestore e oggetto di un contenzioso in atto.

Pensiamo sia ormai più che evidente come, prima ancora che HCM, il danno maggiore in questa storia sia stato arrecato allo SPORT, fattore che per quanto assurdo possa sembrare, sta diventando sembra sempre più marginale. Anzi, a parte HCM, non interessa proprio a nessuno.

martedì 18 novembre 2008

CHI L'HA VISTA?



Quella che si vede in foto è una rara e costosa macchina fresatrice per il rifacimento dei campi da tennis in terra rossa. Rara perchè il suo utilizzo limitato alle superficie di terra rossa non la rende certo comune quanto un automobile e costosa proprio in funzione della sua difficile reperibilità. In genere ne dispongono solo i grandi centri sportivi, e nemmeno tutti, perchè i più solitamente si affidano a ditte specializzate per la manutenzione straordinaria dei campi o, al massimo, la noleggiano.

A conferma dello spirito imprenditoriale e di concretezza che ha caratterizzato la sua pur breve gestione invece, HCM 17 Rams ne possedeva una, recentemente acquistata, che veniva utilizzata a rotazione sui campi tennis almeno un paio di volte l'anno per il ripristino del manto rosso e questa spiega, almeno parzialmente, perchè al Tennis Club Kennedy fino a un mese e mezzo fa c'erano circa mille persone tra scuola e giocatori.

Fino a domenica 5 ottobre (solo 36 ore prima dello sgombero-blitz) la macchina, in gergo chiamata "talpa", era all'opera sul campo 5, uno dei due coperti dalla pressostruttura attualmente montata che l'attuale gestore, grazie al Comune, si gode allegramente alle nostre spalle.

HCM 17 dicevamo POSSEDEVA questa introvabile macchina perchè ora è MISTERIOSAMENTE SPARITA!

Citata sui pasticciati elenchi dello sgombero, la "talpa" è stata stranamente PRIMA spuntata come il resto del materiale asportato e ammassato come e dove abbiamo purtroppo visto, ma POI cancellata come per un improvviso ripensamento e decisione del Comune di lasciarla tra le MOLTE COSE di proprietà di HCM che sono ancora al Kennedy e che, per ammissione del Comune stesso, dovremo quanto prima ritirare.

Dovrebbe perchè a seguito di un sopralluogo effettuato con i tecnici del Comune, si è evidenziato come della NOSTRA talpa NON CI SIA TRACCIA, nè il nuovo gestore ha saputo dire dove si trovi.

Siamo convinti che il fatto che nè a noi, nè al nostro avvocato sia stato consentito di assistere allo sgombero sia certamente ininfluente, così come il fatto che il nuovo gestore si occupi principalmente di tennis è sicuramente una pura coincidenza. Altrettanto casuale ci pare il fatto che Comune e nuovo gestore abbiano passato due giorni al campo, smontando e frugando in ogni dove per effettuare il passaggio di consegne (leggi spunta dell'elenco regali). Ma nonostante la distruzione di 5.000 euro di serrature gerarchiche codificate e l'accesso unilaterale e indiscriminato a cose e documenti (anche privati), nessuno ora ricorda o sa indicare dove si trovi un oggetto grande come due lavatrici e pesante come un rullo compressore.

Nulla, la talpa è misteriosamente scomparsa e naturalmente non è il solo ammanco, in quanto all'appello mancano tantissime cose, ma il caso in questione ci pare particolarmente emblematico di tutta la vicenda Kennedy.
In attesa che Chi l'ha visto o S.Antonio in persona facciano il miracolo, ciò che ci resta al momento sono le lettere dei legali, le lungaggini burocratiche e le carte da bollo, fino al momento in cui faremo una ovvia denuncia di furto contro "ignoti".
Rileviamo infine con rammarico (ma senza sorpresa) come anche qui il Comune sia colpevole quantomeno di superficialità, oltre che di smaccato favoritismo verso il nuovo gestore che risulta, almeno secondo i verbali, l'unico custode della talpa e degli altri beni di nostra proprietà fino al nostro ritiro.

Insomma ancora una volta il Comune, unico, vero e solo colpevole di TUTTA QUESTA KAFKIANA VICENDA, non perde occasione di dimostrarsi prepotente al punto di ritenersi esente dall'ammettere un errore e soprattutto dal pagarne il prezzo, cercando ancora una volta di sfangarla gratis.
Continuiamo a non capire questo atteggiamento e a considerarlo piuttosto discutibile, quantomeno come esempio.






mercoledì 12 novembre 2008

IL COLMO DELL'IRONIA

Stamattina a Milano c'è stata la presentazione ufficiale del campionato di hockey in line che inizierà ufficialmente sabato 15 novembre. Presenti i rappresentanti delle squadre dei vari campionati, la Lega Hockey, i vertici della Fihp e persino il presidente della federazione internazionale di hockey. Già domenica ci sarà dunque la prima partita per l'HCM 17 Rams, subito impegnata a Trieste contro una squadra molto solida.

Il campionato parte ma, oltre a tutti i problemi già descritti, HCM 17 Rams non ha più nemmeno le maglie, perse nello sgombero-saccheggio e scomparse persino dagli elenchi pasticciati compilati alla rinfusa dai tecnici del Comune, il quale latita e ci invita a inoltrare domande scritte solo perché in realtà non ha le risposte.  E non solo sulle maglie.

Il campionato parte ma HCM 17 Rams non ha certezze circa l'utilizzo del campo di SUA PROPRIETA' (ora regalato al nuovo gestore), sia per la serie A1 e sia per i ragazzi, sia per le partite e sia per gli allenamenti, mentre sul bando è indicato chiaramente che chi ha in gestione il Kennedy DEVE garantire la pratica dell'hockey, ma a tutt'oggi di tutto questo non c'è nulla se non vaghe rassicurazioni da parte del Comune.

Il campionato parte ma HCM 17 Rams non può offrire garanzie di nulla ai propri giocatori e ai ragazzi delle giovanili, tant'è che si ritrova una squadra ancora sfaldata che non ha potuto allenarsi come avrebbe voluto in quanto l'impegno dei ragazzi è stato bruscamente interrotto dall'assessorato all sport senza NEMMENO PREOCCUPARSI DI ORGANIZZARE UN'ALTERNATIVA, di incontrarci, proporci o concordare nulla. Vista la situazione inoltre, alcuni ragazzi hanno preferito la certezza che altre squadre potevano offrire, li capiamo e non li biasimiamo, altri invece sono rimasti e altri ancora sono addirittura arrivati per giocare questa partita, forse la più importante tra quelle mai giocate finora, insieme a noi.

Il Comune aveva promesso di farsi carico del problema che un suo errore ha prima generato e poi colpevolmente ingigantito, mentre aveva mille soluzioni alternative da mettere in campo PRIMA, ma non abbiamo visto ancora nulla di concreto.

Anzi no, per la verità qualcosa ha fatto. Sollecitato sui mille problemi che ci assillano vista l'incombente ripresa del campionato e circa il futuro della nostra associazione, il Comune ieri pomeriggio ci ha fatto pervenire una lettera con la RICHIESTA di 12.000 euro per i costi sostenuti per lo sgombero fatto nei modi e con i danni che sappiamo!!

Centinaia di migliaia di euro tra manufatti e lavori di rispristino del Kennedy ingiustamente sottratti, qualche altra decina di migliaia di euro tra beni dispersi e danneggiati durante lo sgombero, danni di immagine ed esistenziali, il campionato alle porte e nessuna garanzia di poterlo giocare, una storia decennale fatta di successi e impegno sportivo cancellata, il futuro stesso della nostra associazione compromesso in modo probabilmente irreparabile e LORO chiedono soldi a noi????

Se non fosse tragico ci sarebbe persino da ridere ma perchè sia ancora più divertente stiamo pensando a nuove divise, ad esempio vista la situazione in cui siamo stati messi, potremmo presentarci in campo in mutande con la scritta "GRAZIE TERZI". Cosa ne dite?